Meridiani Montagne n.98
 

Titolo:      Meridiani Montagne n.98
Categoria:      Novità
Posizione libro:      1
Autori:      AA.VV.
ISBN-10(13):      000001
Editore:      Domus
Numero di pagine:      0
Lingua:      Italian
Prezzo:      0.00
Apprezzamento:      0 
Copertina:      cover
Descrizione:     

Non è facile immaginare come si presentassero i campi di battaglia negli anni successivi al passaggio della Grande guerra, per esempio sotto le Lavaredo, il Popera e la Croda dei Toni, gruppi tra i più devastati dalle esplosioni. Piano piano, come ombre silenziose, ecco apparire centinaia di figure che si aggirano con lo sguardo rivolto a terra, intente a frugare tra fili spinati e ferri contorti. Quel ferro, quel rame, quel materiale vale qualche cosa. Certo molto poco, ma già abbastanza per creare un nuovo commercio. È l’inizio della lunga stagione dei “recuperanti”, ai quali si affiancano altri cercatori disinteressati al commercio del metallo, ma richiamati dal desiderio di tener vivo il ricordo: qualche bossolo, una gavetta, se va bene un elmetto da esporre come cimelio. Sono i recuperanti della memoria, ai quali si collegano idealmente i parenti dei dispersi, che dagli anni Venti iniziano a battere ghiaioni e pareti alla ricerca di qualcosa che parli dei padri o dei fratelli non più tornati. Si sa, il lutto per essere elaborato richiede una tomba su cui piangere, o almeno un segno tangibile che certifichi definitivamente l’addio del proprio caro: in questi casi una piastrina con il numero di matricola. “I corvi quella non la mangiano” si dice. Cercare, cercare tra le montagne più alte: “Che cosa fa un uomo che fruga tra i sassi e la neve con le mani? Cerco le ossa di mio padre” risponde il protagonista de Un alpino della settima (1969) del regista veneto Giuseppe Taffarel. Il vecchio Michele ha passato decenni a cercare ostinatamente un fantasma. Sotto le Lavaredo sono caduti 40mila soldati in una settimana. Quarantamila elmetti, 80mila scarpe: “E tu, chi sei tu?, povero amico mio” si chiede il vecchio cercatore mentre la cinepresa, cogliendo l’attimo, lo inquadra intento a sollevare un elmetto con dentro un teschio. “Dov’è il tuo piastrino?”. La visione di questo toccante cortometraggio di 14 minuti (facilmente rintracciabile su YouTube) sarà un buon preludio per capire il valore della nuova alta via “senza confini” che qui raccontiamo.


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