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Titolo:      Arrampicare a Chiavenna
Categorie:      Guide arrampicata in falesia
LibroID:      GF-xx
Autori:      Guido Lisignoli
ISBN-10(13):      00001
Editore:      Albatros
Data pubblicazione:      1991
Number of pages:      141
Lingua:      Italiano
Prezzo:      0.00
Valutazione:      0 
Immagine:      cover
Descrizione:     

L'arrampicata a Chiavenna è un fenomeno recente che si è sviluppato particolarmente negli anni '80. Tuttavia le prime esplorazioni risalgono alla fine degli anni '60 con l'apertura di itinerari in artificiale. Lo testimoniano le file di chiodi a pressione sulle pareti più lisce e verticali (parete al Centro Sportivo, Scilano, Cranna).
Durante la metà degli anni '70 compaiono alcuni timidi approcci in arrampicata libera. I Sassi di Cimaganda ed il Sasso Bianco di Prata sono i primi nelle mire degli arrampicatori locali. Da allora si è assistito ad un costante fiorire di nuovi itinerari in concomitanza con i mutamenti dei materiali e delle diverse concezioni di arrampicata.
La mancanza di una struttura rocciosa principale ha dirottato i "climbers" sulle pareti sparpagliate in tutta l'area, determinando uno sviluppo graduale ed omogeneo. Questa ricerca, ora più che mai attiva, continua a rivelare molte piacevoli sorprese.

In una zona di separazione tra la falda cristallina delle Alpi Lepontine e quella granitica delle Alpi Retiche, non poteva che scaturire quel caos che si presenta osservando il grande assortimento dí rocce presenti. La varietà, infatti, è la caratteristica principale che contraddistingue l'arrampicata in Valchiavenna. Non solo troviamo diverse tipologie di rocce, ma anche differenze nella lunghezza degli itinerari e nelle possibilità di protezione; di conseguenza nello stile di arrampicata.
Probabilmente tutto questo ha penalizzato in parte l'aspetto della specializzazione, favorendo però quello della completezza. Si può infatti spaziare dalle vie in aderenza agli strapiombi e le fessure, dai passaggi sui massi alle vie di 400 metri. Il tutto su rocce e ambienti diversi.
Alcune strutture presentano una sola linea di salita, in altre le possibilità sono ridotte. Questo potrebbe scoraggiare il "climber abituato alle vie a distanza di gomito", ma senz'altro rivaluta alcuni aspetti come quello dell'isolamento e della tranquillità, che in misura sempre maggiore si vuole ritrovare.
Gli avvicinamenti, solitamente molto brevi, consentono inoltre di passare da una struttura all'altra in breve tempo offrendo la possibilità di apprezzare il piacevole ambiente naturale dei dintorni di Chiavenna.

ARRAMPICARE A CHIAVENNA è dunque un invito a percorrere gli oltre 200 itinerari descritti. Mi auguro che questo avvenga nel massimo rispetto per l'ambiente, per le rocce e per le persone che le salgono.
Un sentito ringraziamento ai volenterosi arrampicatori della Valle, la cui collaborazione ha contribuito alla realizzazione di questa raccolta. Fra questi voglio citare Pio Guanella, Franco Giacomelli, Renata Rossi, Giulio Crotti, Marco Geronimi, Ciro Zani. Silvano Tognetti, Fabio Pedroncelli, Athos Tirinzoni, Stefano Calaligari, Franco Galleggioni, Luigi Airone, Erwin Kilchor e Massimo Lisignoli. A loro va il riconoscimento per aver attrezzato quasi tutti itinerari descritti.