27-28 agosto 2014 - Don Gianpiero alla Bocchetta di Caspoggio

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Don Gianpiero in alta quota.

Il Don ancora in alta quota. Dopo la precedente esperienza dello scorso anno sul Bernina, Don Giampiero Magni, prevosto di Carate ha potuto raggiungere i 3000 metri sulle montagne della Valmalenco anche quest’anno. Approfittando della breve tregua meteo di settimana scorsa e insieme al presidente del CAI di Carate Brianza il Don ha realizzato uno suo vecchio sogno. Da anni voleva vedere e toccare con mano la famosa Bocchetta di Caspoggio a 2983m che si trova in alta Valmalenco. Questo sella rappresenta il punto di separazione tra il bacino di Scerscen a ovest, ed il bacino di Fellaria ad est. L’escursione è cominciata mercoledì 27 agosto con la salita alla Capanna Carate, rifugio di proprietà della locale sezione del CAI. Don Gianpiero è salito accompagnato da Antonio Colombo, attuale Presidente del CAI Carate e appassionato alpinista. La Capanna Carate si trova a 2636 metri poco sotto la Bocchetta delle Forbici. In questo bel rifugio, accolti dai gestori Marta e Amanzio, Don Gianpiero e Antonio Colombo hanno potuto quindi cenare e pernottare in preparazione dell’impegnativa giornata successiva con l’obiettivo di salire alla Bocchetta di Caspoggio. È così che di buon’ora, il giorno dopo sono usciti dal rifugio in direzione della Capanna Marinelli e raggiuntala hanno proseguito verso la Vedretta di Caspoggio, piccolo ghiacciaio che sottostà all’omonima bocchetta. Una volta sul ghiacciaio, i due si sono quindi legati in cordata risalendo il nevaio fino alla selletta. In questo punto a quasi 3000 metri di quota è stato possibile godere dello spettacolare panorama formato da montagne come il Piz Gluschaint (m.3594), I Gemelli (m.3497), La Sella (m.3584), Piz Roseg (m.3920), Piz Scerscen (m.3971), Pizzo Bernina (m.4049), Piz d'Argient (m.3945), Piz Zupò (m.3995), Piz Palù (m.3905). Dopo una breve pausa ristoratrice i due sono ripartiti, scendendo verso il Rifugio Bignami attraversando piccoli nevai e quindi su pascoli dove, ancora in questa parte di fine stagione pascolano le mucche da cui viene il latte per la preparazione dei famosi formaggi valtellinesi. Infatti è qui che ci sono anche le malghe dove i pastori passano tutta l’estate per la trasformazione del latte in formaggio. Giunti al Rifugio Bignami (2385m) , ancora una breve pausa per riposarsi e via di nuovo in discesa verso Campo Moro costeggiando il primo grosso invaso dell’omonima diga. Il meteo clemente ha quindi permesso di concludere questa due giorni nel migliore dei modi permettendo a Don Giampiero di raggiungere una meta da lui ambita. L’appuntamento quindi per la prossima salita in montagna è per questo inverno sperando di poter vivere intensamente un’altra avventura in montagna a stretto contatto della natura.

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