20 luglio 2015- 24 luglio 2015. Gita CAI Carate Brianza alle Pale di San Martino in Dolomiti.

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20 luglio 2015- 24 luglio 2015. Gita CAI Carate Brianza alle Pale di San Martino in Dolomiti.

fotoLa sezione del CAI di Carate Brianza, nell'ambito delle attività dedicate all'escursionismo in montagna, ha organizzato nella terza settimana di Luglio una trasferta di cinque giorni con meta il gruppo dolomitico della Pale di S Martino, nel comune di S. Martino di Castrozza (TN).

La gita fa parte del programma che il caro amico Elio aveva preparato con tanto impegno ed entusiasmo e doveva essere la più significativa tappa delle tante iniziative pianificate per l'anno in corso.

Partiamo da Carate Lunedì 20 Luglio in mattinata e, arrivati al Passo Rolle, iniziamo l'escursione alla volta del rifugio Volpi al Mulaz, meta del primo pernottamento. Lasciata l'auto, cominciamo la camminata percorrendo la carrabile che porta alla Baita Segantini (mt 2170) da cui si gode uno dei panorami più celebri e rinomati di tutte le Dolomiti con lo slanciato profilo del Cimone della Pala (mt 3184). Lasciata la Baita, seguiamo la strada bianca che scende nella bellissima e verdeggiante Val Venegia, traversata dal torrente Trevignolo e contornata dalle imponenti cime dolomitiche. Preso il sentiero che si inerpica sulle pareti rocciose del Mulaz, la salita si fa via via sempre più severa sino ad arrivare al passo Mulaz (mt 2610). I più in forma, salgono in vetta al Mulaz; poi, ricompattato il gruppo, scendiamo al rifugio Volpi dove pernottiamo.

Il secondo giorno, partenza di buonora, ci aspetta il trasferimento dal Mulaz al rifugio Pedrotti che raggiungeremo percorrendo il Sentiero delle Farangole, parte integrante dell'Alta Via n. 2 delle Dolomiti. Cominciamo con la ripida salita verso la Forcella Margherita; poi, percorrendo un tratto detritico con qualche segmento attrezzato, raggiungiamo il passo della Farangole (mt 2939). Da qui scendiamo in un canalone lungo l'attrezzata ed impegnativa via fino a raggiungere la stretta e suggestiva Valle delle Comelle, contornata dalle torri dolomitiche. La lunga traversata in mezza costa, con ancora brevi tratti esposti ed attrezzati, ci porta al desolato Pian dei Cantoni da cui risaliamo verso l'Altopiano delle Pale. Qui il paesaggio cambia radicalmente diventando, come molti dicono, "lunare": roccia, detriti, e toni dominanti sul grigio. Ancora uno sforzo e raggiungiamo il rifugio Pedrotti al Rosetta (mt 2581) che sarà il punto di partenza delle escursioni dei prossimi giorni.

Per il terzo giorno, il 22 Luglio, in programma c'è il Giro della Pala di San Martino; anello classico della Pale che consente di ammirare alcune delle pareti più imponenti di tutto il gruppo. Percorrendo l'altopiano roccioso delle Pale, saliamo al passo Pradidali Basso (mt 2658) e prendiamo il sentiero che scende nello splendido vallone che conduce al rifugio Pradidali. Camminata abbastanza agevole benché su fondo ripido e sconnesso. Arriviamo al rifugio Pradidali da cui si gode della vista mozzafiato sulla Cima Canali ed il Sasso Maor, teatro delle audaci ascensioni di Maurizio Zanolla (meglio conosciuto come Manolo) ricordate da una riproduzione che troviamo nel rifugio. Si riparte dopo una breve sosta per rifocillarci prendendo la ripida salita per il Passo di Ball (mt 2443) oltre il quale il sentiero scende a mezza costa con vari tratti esposti ed attrezzati. Arriviamo ai piedi della Pala di San Martino dall'inconfondibile silhouette dove ci imbattiamo in un inatteso manto erboso molto riposante alla vista. Notiamo un'incredibile quantità di stelle alpine: evidentemente da queste parti non sono una rarità. Abbiamo perso quota sensibilmente e l'ultimo tratto e` un sentiero in salita, con vari terrapieni artificiali, che ci riporta al rifugio Pedrotti.

Il quarto giorno e` quello più impegnativo: il piano prevede la Cima della Vezzana (mt 3192), la più alta dell'intero gruppo. Chiediamo consigli a Mariano Lott, il bravo gestore del rifugio, che ci mette in guardia sulla possibilità di trovare neve. Non tutti siamo forniti di attrezzatura ma decidiamo di partire: nel caso le cose dovessero mettersi male, torneremo sui nostri passi. La prima tappa e` il Passo Bettega (mt 2665) da cui si scende in un ampio vallone dove cominciamo a scorgere la Vezzana. Qualche facile passaggio di 1' grado rende più divertente l'escursione. Sbuchiamo in una valle più stretta ed impervia con vari tratti innevati. Mariano era ben informato. Decidiamo comunque di continuare alla volta del Passo del Trevignolo (mt 2925) e scorgiamo, in fondo alla valle, una famigliola di stambecchi. Raggiunto il Trevignolo, la salita continua su un sentiero molto ripido e ghiaioso con vari massi resti di frane. Raggiunta la cima, il panorama e meraviglioso. Si vedono tutte le cime del gruppo ma anche quelle dei gruppi vicini tra cui riconosco il Civetta. Per il rientro al rifugio ripercorriamo la via dell'andata e arriviamo pochissimi minuti prima che si scateni il diluvio. Mariano ci fa i complimenti per il tempismo!

E` arrivato Venerdì 24 Luglio, l'ultimo giorno. Decidiamo di salire alla Cima Rosetta che abbiamo sino ad ora trascurato pur essendo la più vicina al rifugio dove alloggiamo. Con una rapida salita arriviamo alla croce in cima alla vetta; interessante leggere una targa che ricorda i lavori di smantellamento degli impianti di risalita che un tempo erano meta degli sciatori. L'obiettivo (raggiunto) era restituire allo stato originario la cima: tutto sommato le piste di San Martino di Castrozza sono più che sufficienti per accontentare sciatori e operatori turistici e qualche "sacrificio" lo si può fare. Ritornati al rifugio per prendere gli zaini, ci incamminiamo verso il Passo Rolle. Cinque giorni pieni e soddisfacenti; Elio aveva scelto molto bene ed il nostro pensiero va a lui per un commosso ricordo ed un ringraziamento di cuore. Marco Consonni

 
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