6 gennaio 2017 -Villa di Chiavenna. 57° Edizione del Natale Alpino

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6 gennaio 2017 -Villa di Chiavenna. 57° Edizione del Natale Alpino

Anche quest’anno la locale sezione del Club Alpino Italiano ha rispettato la tradizione, organizzando la 57° edizione del Natale Alpino. La manifestazione ha come scopo lo scambio interculturale tra la nostra cittadina e i paesi delle montagne a noi vicine. Questa volta la scelta è caduta su Villa di Chiavenna, piccolo paese di poco più di mille abitanti, proprio a ridosso dell’omonima città al bivio tra i passi dello Spluga in Val San Giacomo e del Maloia in Val Bregaglia. Il gruppo di caratesi è partito in prima mattinata dalla sede CAI e con i pullman ha raggiunto Villa di Chiavenna dove è stato accolto dai cittadini locali presso il centro polifunzionale. La bella giornata, anche se fredda, ha permesso agli oltre cento partecipanti di poter sfilare in costumi caratteristici del presepe vivente per le vie del paese. Accompagnati da altre associazioni di Villa, il corteo ha seguito un percorso per le strade di Villa potendo ammirare diverse rappresentazioni di lavori del passato ed in particolare il famoso “Presepio grande”, rappresentazione del tradizionale presepe ma costruito con personaggi in legno a grandezza naturale e con scene caratteristiche della tradizione villese. La sfilata è poi terminata presso la parrocchia di San Sebastiano dove si è svolta la S.Messa officiata dal parroco Don Aldo Passerini. Caratteristica particolare di quest’anno è stata la presenza in chiesa dei figuranti che rappresentavano la Natività. Infatti nel rispetto delle tradizioni, la Sacra Famiglia, ha atteso sull’altare, l’arrivo dei Re Magi che hanno portato i doni al Bambin Gesù. I Magi sono stati accompagnati dai “Cantori della Stella”, gruppo di ragazzi e ragazze del paese che con le lanterne che portavano in mano, stavano a ribadire, quanto ricordato durante l’omelia, l’importanza di camminare insieme nella vita, illuminati da questa luce. A rendere più emozionante la consegna dei doni ci hanno pensato gli zampognari che con la musica emessa da zampogne e pifferi hanno intonato la tradizionale piva. Al termine della S.Messa, i dovuti scambi di auguri tra i presenti. Il Vice-presidente del CAI Meregalli Francesco ha quindi ringraziato tutti quelli che si sono impegnati per la buona uscita della manifestazione a cui hanno partecipato diversi gruppi tra cui le ragazze in costume di Villa, la fanfara, il coro “Eco de Mera”, il coro “Argento”, la “Gogoris Gospel”, i bambini dell’ODP, gli Alpini, il gruppo Presepe. Usciti dalla chiesa, i Magi, accompagnati dalle ragazze in costume villese, hanno visitato alcuni anziani e disabili portando loro un caloroso augurio natalizio. E’ in questa particolare circostanza che prende valore la tradizionale manifestazione del CAI. Un momento di incontro con queste persone che permette uno scambio di emozioni tra i partecipanti e fa capire l’importanza del mantenere ancora vivi certi valori. La giornata si è poi conclusa con il tradizionale pranzo a cui hanno partecipato anche Don Francesco, parroco di Borgonovo,Prosto e Piuro e il sindaco di Villa, Tam Massimiliano, oltre ad una parte dei cittadini villesi. Prima della partenza, il Vice-Presidente e organizzatore del Natale Alpino, Meregalli Francesco , ha consegnato un targa ricordo alla Parrocchia San Sebastiano di Villa e al nostro assessore alla cultura Rigamonti Beatrice che per la prima volta ha partecipato a questa giornata. Sono stati inoltre consegnati i gagliardetti del CAI anche al sindaco Tam e al gruppo Oratorio. Un particolare ringraziamento è stato fatto poi alla signora Snider Silvana che ha programmato e coordinato l’intera giornata permettendo il successo della manifestazione. L’appuntamento è quindi per la prossima Epifania nel 2018 con la 58° edizione del Natale Alpino.

 
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23 Ottobre 2016 - Posa della targa in ricordo di Elio Vergani sul Monte Due Mani

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23 Ottobre 2016 - Posa della targa in ricordo di Elio Vergani sul Monte Due Mani

Non è stato sufficiente il meteo sfavorevole di domenica 23 ottobre a fermare gli amici e soci del CAI di Carate Brianza che insieme ai più intimi familiari di Elio Vergani, si sono recati sul Monte Due Mani in Valsassina. Scopo di questo incontro, esattamente nel luogo dove Elio perse la vita in seguito ad un arresto cardiaco esattamente il 6 giugno dello scorso anno, è stato quello di porre una piccola targa a suo ricordo. Presenti a questa manifestazione la moglie Marilena, la figlia Cinzia e il fratello Enrico che ha preparato la targa su cui sono state incisi alcuni suoi pensieri. Insieme ai familiari anche un nutrito gruppo di escursionisti caratesi arrivati seguendo il sentiero che da Ballabio porta alla cima. Durante la cerimonia, celebrata dal nostro prevosto Don Gianpiero, sono arrivati anche allievi e istruttori del CAI, partecipanti al corso ferrate, dopo aver salito la ferrata “Simone, Contessi” che porta esattamente al luogo della posa della targa. Il corso ferrate viene dedicato a Elio, che  ne è stato uno dei più fervidi organizzatori. Malgrado l’autunnale pioggerellina, Don Gianpiero ha officiato la cerimonia con un momento di preghiera e raccoglimento tra i presenti. Dopo aver letto il Vangelo, ne ha commentato i diversi passaggi con accenni ad Elio e a quanto fatto da lui nel CAI. Anche il presidente del CAI Colombo Antonio, ha ricordato l’amico scomparso ribadendo che il ricordo di Elio e quanto da lui fatto rimarrà indelebile per gli amici del CAI. Durante la funzione, Enrico, il fratello di Elio, ha letto quanto scritto sulla targa tra cui un pensiero che ricorda il fratello maggiore quale guida importante per la sua crescita nella vita.

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17 luglio 2016 - Arena di Verona "AIDA"

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17 luglio 2016 -CAI e Cultura. All'Arena doi Verona con "AIDA"

Anche quest’anno non è mancato l’appuntamento all’Arena di Verona. L’opera scelta è stata “Aida”, famosa rappresentazione di Verdi, in quattro atti che raccontano la storia di Aida, schiava etiope innamorata di Radames. A questa oramai tradizionale uscita del CAI hanno partecipato oltre 50 persone. Quest’anno tra i presenti anche il nostro Prevosto Don Gianpiero, appassionato di lirica. Il gruppo è poi rientrato in tarda notte a Carate.

 
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12 maggio 2016 -6° edizione con le "Serate Astrofile"

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12 maggio 2016 -6° edizione con le "Serate Astrofile"

Serata con molti partecipanti quella di giovedì scorso in sede Cai dedicata all’astronomia. Il nostro socio Angelo Longoni con i suoi aiutanti, quest’anno ci ha illustrato il segreto delle “stelle cadenti”. Viste fin dall’inizio dell’osservazione e dello studio del cielo, hanno avuto significati differenti nelle diverse culture, senza però sapere la loro origine. Solo nel corso del XIX secolo sono state riconosciute come gli effetti visivi delle caduta di materiale spaziale che la Terra incontra nel suo moto. Angelo ha fatto rivivere ai presenti le credenze e le leggende antiche, fino ad arrivare alla storia recente e al significato oggi attribuito. E poiché la loro visione, sia pur non rara, costituisce uno spettacolo affascinante sono state fornite le indicazioni e le mappe necessarie per l’osservazione degli sciami meteorici principali così da poter godere di "Un anno di stelle cadenti". C’è la possibilità che, in data ancora da definire, si possa andare insieme a vedere dal vivo uno di questi spettacoli.

 
Un anno di stelle cadenti 
     

6 gennaio 2015 - 56° Natale Alpino ad Albaredo

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E' arrivata alla sua 56° edizione la storica manifestazione del Natale Alpino organizzata dalla locale sede del CAI, che ha come scopo uno scambio culturale tra la nostra cittadinanza e alcuni piccoli paesi montani. Quest’anno la località scelta è stata Albaredo per San Marco, paesino di 350 persone situato sul versante orobico della Valtellina e già nostra meta negli anni passati. Gli oltre 100 partecipanti partiti da Carate di prima mattina, hanno raggiunto il centro di Albaredo accolti dagli amici del paese, in primis dal sindaco Antonella Furlini e dal vicesindaco Patrizio Del Nero, parti attive dell'esemplare organizzazione di questo importante evento. Mentre i figuranti si preparavano per la tradizionale sfilata con costumi da pastori e la rappresentazione della natività, interpretata da una famiglia del luogo, per la prima volta in assoluto prima di partire a sfilare per le vie del paese, tutti hanno potuto assistere all'arrivo dei Magi in volo, accompagnati da una Stella Cometa e una “befana”, tutti rigorosamente nostri soci. Questo grazie al Fly Emotion Aerofune, innovativo impianto che mediante funi d'acciaio congiunge i 2 versanti opposti della valle e, appesi ad una carrucola opportunamente imbragati, permette alle persone di "volare" spinti soltanto dalla forza di gravità. Tutti i figuranti hanno quindi attraversato le vie del paese potendo ammirare i caratteristici angoli organizzati per l’occasione. Scene di antichi mestieri sono state rappresentate come la lavorazione della lana dalla cardatura alla filatura alla lavorazione ad aghi, il taglio del legno e la lavorazione di assi con asce e seghe, le opere dei vari scultori del legno, la sbucciatura delle castagne battendole con il sacco ed altre scene di attività facenti parte della tradizione montana. Tutto questo accompagnati dal corpo musicale ospite della manifestazione e dai nostri consueti zampognari sempre presenti all'evento. Al termine si sono recati tutti presso la chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano dove Padre John Marconcini, ha celebrato la Santa Messa ed ha impartito una speciale benedizione ai presenti tenendo in braccio il bambino protagonista della Sacra Famiglia. Prima di recarsi a pranzo i Re Magi e gli zampognari, hanno fatto visita presso le case di alcuni anziani e malati impossibilitati a muoversi, regalando loro un momento di allegria ma anche di forte emozione, trasformando questa circostanza come la più intensa e importante della giornata. Il pranzo degnamente preparato dai locali, si è svolto in una grande sala del PoliAlbaredo, che ha accolto ben 230 persone tra " BARILOCC" (abitanti del luogo nel loro dialetto) e Caratesi. Alla fine del pranzo, si sono svolti i consueti ringraziamenti e consegne di targhe e omaggi sia da parte del comune di Albaredo e delle varie associazioni, che da parte del CAI di Carate (nelle persone del presidente Colombo Antonio e dal suo vice Meregalli Francesco) e dell'amministrazione comunale nella persona del nostro vicesindaco Valtorta Marino. Tra le targhe preparate, anche quella per Italo Frigerio, “il sarto” che si occupa da decenni della manutenzione dei vestiti dei figuranti e che purtroppo quest’anno non ha potuto partecipare a questo Natale Alpino. Durante la cerimonia, il Vicesindaco di Albaredo, Patrizio del Nero ha illustrato ai presenti la storia di Albaredo e delle sue associazioni, auspicando un nuovo appuntamento negli anni a venire. Il tutto è terminato con la tradizionale lotteria che quest'anno presentava tantissimi premi.

 

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15 novembre 2015 -Il CAI a Soave per il pranzo sociale.

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fotoCome da tradizione, anche quest’anno si è svolto il pranzo sociale organizzato dalla locale sezione del CAI di Carate Brianza. Meta scelta è stata Soave, cittadina scaligera alle porte di Verona. Il borgo è circondato da dolci pendii collinari coltivati a vite che si alternano ad ampie e verdi distese di campagna. Una delle maggiori attrattive di Soave è il Castello Scaligero, restaurato nel 1890, un’imponente struttura militare realizzata nel medioevo costituita da un mastio possente circondato da tre cortili e dalle mura che, scendendo dal monte, circondano questo antico borgo. Il gruppo caratese di 50 persone ha potuto visitare l’intero castello passando dalle sale e camere del vecchio Signore che abitava in questi luoghi e dove sono conservati anche alcuni elementi dall’arredamento originario e vari oggetti d’epoca, dagli utensili della vita quotidiana ai corredi bellici. Grazie ad una temperatura autunnale di questa giornata, tutti i partecipanti hanno potuto ammirare queste interessanti luoghi, istruiti dalle nostre guide Angelo Longoni e la nipote Ferrario Chiara, nostri soci. La visita è poi proseguita scendendo verso il paese, dove erano presenti le caratteristiche bancarelle di antiquariato. Al termine della mattinata, la compagine si è indirizzata al ristorante dove ha potuto apprezzare un pranzo a base di specialità veronesi. Non sono mancati i tradizionali riconoscimenti ai soci più affezionati. Sono stati premiati con il distintivo e un attestato di fedeltà i soci che da 25 anni fanno parte della sezione. Consegnati dal VicePresidente Meregalli Francesco e dal consigliere Brivio Mariella, il distintivo e l’attestato a Colombo Elisa e Sirtori Gianpiero. Altre 13 persone hanno raggiunto questo importante traguardo: Gazzaniga Giulia, Gazzaniga Luca, Cattaneo Luigia, Colciago Claudia, Colciago Marina, Camesasca Luigi, Nobili Alessandro, Vergani Carlo, Gabetta Giovanna, Zanotti Carlo, Zanotti Emma, Zanotti Gianluigi, Zanotti Paola. Al termine il saluto del Presidente Colombo Antonio con un ringraziamento agli organizzatori. Tra i presenti alla manifestazione, anche l’attuale Presidente degli Artigiani Coscia Piergiuseppe e il suo predecessore Villa Giannino e il Presidente dei Commercianti Isimbaldi Maura. Colombo ha poi ricordato i prossimi appuntamenti con il CAI. Il giorno 8 dicembre davanti alla sede del CAI con la Festa dei Commercianti, il 18 dicembre sera in sede per il tradizionale scambio degli auguri natalizi ed infine il 6 gennaio 2016 per la 56° edizione del Natale Alpino che si svolgerà ad Albaredo.

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Lunedì 26 ottobre 2015 - Appuntamento con il cinema di montagna

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Lunedì 26 ottobre 2015 - Appuntamento con il cinema di montagna -

"SESTO GRADO IN PATAGONIA"

Una delle imprese più memorabili della storia dell’alpinismo italiano e mondiale: nel 1963 un gruppo composto fra gli altri da Aiazzi, Aste, Casati, Taldo, e Nusdeo sfidò le terribili condizioni atmosferiche dello Hielo Continental patagonico e conquistò in 50 giorni prima la Torre Centrale e poi la Torre Sud, ancora inviolata, del complesso del Paine. Il film diretto da Renato Cepparo documenta le varie fasi della vittoriosa spedizione promossa e organizzata dal CAI Monza.

PAINE, TRINITÀ PATAGONICA

torres 2Le Torri del Paine si trovano nella Patagonia cilena e ricadono interamente nel Parque nacional Torres del Paine, che si estende tra il ghiacciaio Dickson a nord, il Rio Paine a Est, gli spettacolari laghi Nordenskjold, Sarmiento,  Pehoe e Grey a Sud e il ghiacciaio Grey a Ovest,  propaggine orientale dello Hielo Patagonico Sur.

Le Torri appartengono al massiccio del Paine che comprende diverse cime e catene come il Paine Grande, le guglie che delimitano la Valle del Francés, la catena Escudo - FortaIèza  Cuernos. Se ogni luogo della Terra ha il suo antipode, possiamo tranquillamente affermare che le Tre Cime di Lavaredo hanno il loro antipode almeno ideale nelle Torri del Paine, una trinità patagonica.

Il primo esploratore ad osservarle e a descriverle fu in realtà un'esploratrice. Si chiamava Lady Florence Dixie e visitò la regione tra i1 1878 e il 1879. Descrisse le Torri nel diario della spedizione da lei stessa organizzata e pubblicato ne1 1880, Across Patagonia, chiamandole "Cleopatra Needles” Fu la prima salita del Fitz Roy (19S2) da parte di una spedizione francese a portare all'attenzione degli ambienti alpinistici la bellezza e la grandiosità delle vette patagoniche, una sorta di nuova frontiera per  l'alpinismo esplorativo.

Subito divennero la meta per nuove spedizioni questa volta in partenza dall'Italia. Alla fine del 1957 in Patagonia giunsero tre spedizioni italiane: una era quel la trentina guidata da Bruno Detassis e diretta al Cerro Torre, la stessa meta anche di Walter Bonatti e Carlo Mauri, mentre la terza spedizione si diresse proprio alle Torri del Paine. La organizzò Guido Monzino, alla sua prima spedizione extraeuropee. Era riuscito anche ad ottenere dalle autorità cilene una sorta di esclusiva che di fatto impediva ad altre spedizioni dl raggiungere la zona. Monzino guidava un gruppo numeroso, di ben 17 persone, e per la parte alpinistica si avvaleva delle guide alpine valdostane di Valtournenche Jean Bich, Pierino Passion, Leonardo Carrel, Camillo Pelissier,  Toni Gobbi. Dopo aver salito il Cerro Paine la spedizione si diresse alle Torri. Grazie alle guide fu individuata la via di salita che permise a quattro di loro di raggiungere la vetta della Cima Sud della Torre Nord, risalendo fino all’intaglio con la Torre Centrale, da allora chiamato "Brecha Bich', e proseguendo lungo la cresta Sud fino alla cima.

AL  PAINE FINI’ 1 A 1 TRA ITALIANI E INGLESI

Sesto Grado In Patagonia1Dopo la spedizione Monzino del 1958, una seconda spedizione sempre italiana fu organizzata a fine 1962 e inizio 1963 con l'obiettivo più ambizioso di salire la Torre Centrale. Erano tutti alpinisti accademici della Sezione CAI di Monza guidati da Carlo Frigieri e precisamente Carlo Casati, Vasco Taldo, Nando Nusdeo eJosve Aiazzi. Con loro anche Armando Aste, invitato dall’amico Aiazzi, compagno di alcune ascensioni nelle Dolomiti di Brenta.

La spedizione era stata organizzata per celebrare i primi cento anni del CAI e per onorare la memoria di Andrea Oggioni, morto due anni prima per sfinimento sul Monte Bianco nella tragedia del Pilone del Frèney, costata la vita ad altri tre alpinisti francesi. Pierre Kolmann, Robert Guillaume e Antoine Vieille e alla quale sopravvissero soltanto Walter Bonatti, Pierre Mazeaud e Roberto Gallieni.

Quando gli alpinisti monzesi furono sotto l'inviolata Torre Centrale scoprirono che, con lo stesso obiettivo, era già sul posto una spedizione inglese, guidata da Chris Bonington e Don Whillans. Così Armando Aste ricorda l'episodio e le fasi di quella spedizione: <<Gli Inglesi erano arrivati prima di noi e con lo stesso obiettivo, solo che nessuno lo sapeva: né noi di loro e viceversa». Di solito in questi casi si cerca un accordo …

Sesto Grado In Patagonia2«Non proprio, Bonington in modo fermo ci disse subito "noi andiamo sulla Torre Centrale, voi andate sulla Torre Sud" . Gli spiegammo che anche noi volevamo salire la Torre Centrale ma loro avevano un campo più alto e avevano già attrezzato una parte della parete e andarono su per primi levando i chiodi per non facilitarci. Quando noi attaccammo loro erano già oltre la metà della parete»

Gli alpinisti monzesi si dovettero così accontentare della prima ripetizione, giungendo in vetta il giorno dopo gli inglesi. Poi però si rifecero salendo per primi la Torre Sud soffiandola letteralmente agli inglesi, perché loro si spostarono nella Valle del Francés per salire la Sud da un versante che ritenevano più facile. "Noi invece restammo su quello a nord,  che era sicuramente più ostico e attaccammo subito. Quando gli inglesi  capirono che eravamo arrivati  in cima, tornarono indietro. Dedicammo la nostra via a Padre Alberto Maria De Agostini".

Casati e Taldo realizzarono anche le riprese di "VI° grado in Patagonia” che poi venne presentato a Festiva di Trento.

25 ottobre 2015 -Santa Messa alla Capanna Mara

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25 ottobre 2015 -Santa Messa alla Capanna Mara

Tanti i presenti domenica 25 ottobre al tradizionale appuntamento alla Capanna Mara per celebrare la Santa Messa in ricordo dei propri soci deceduti. Anche questa giornata è stata dedicata a Elio, per il quale è stata posata una targa a suo ricordo su una parete della cappelletta sopra al rifugio. Come di consuetudine la messa è stata celebrata proprio presso la cappelletta alle 11 da Padre Piero, Betharramita di Albavilla. Durante la cerimonia sono stati ricordati, oltre a Elio Vergani, anche alcuni soci mancati negli anni passati che hanno significato tanto per la sezione del cai di Carate, come ad esempio Ambrogio Marzorati ideatore della cappelletta ed Enrico Cattaneo mancato in un tragico incidente in montagna nel 2007. Al termine, il Presidente Colombo Antonio e il suo vice Meregalli Francesco hanno ringraziato i presenti tra cui il Vice sindaco Valtorta Marino e hanno consegnato a Padre Piero una donazione raccolta nei mesi passati tra soci CAI e amici di Elio in suo ricordo. Insieme alle offerte della giornata, Padre Piero devolverà il tutto alle missioni di cui si occupano i Padri Betharramiti, in particolare si contribuirà alla costruzione di una sala operatoria in una clinica nell'Africa centrale. Non è un caso che Elio era un medico e la figlia presente oggi, Cinzia, si è laureata pochi giorni fa in medicina. La bella giornata di sole si è poi conclusa come di consueto con un caratteristico pranzo presso la Capanna Mara. Il prossimo appuntamento è per il 15 novembre a Sovae per il Pranzo Sociale.

 
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Film di montagna - 21 settembre 2015

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Lunedì 21 settembre 2015 - Appuntamento con il cinema di montagna -

"Reel Rock.Quando la montagna dà spettacolo"

Reel Rock 10Preparatevi a grandi scariche di adrenalina. L'appuntamento di questo mese ci porterà a vivere intensi momenti di avventura con 6 spettacolari cortometraggi.
"The incredible Hulk", "First Round,First Minute", "Fly or die", "Down and out and under", "The hardest moves", "The Swiss Machine". Questi i titoli dei film che vedremo stasera e che hanno come protagonisti Ueli Steck, Chris Sharma, Daniel Woods, Paul Robinson, Peter Croft, Lisa Rands, Dean Potter, Cedar Wright, Matt Segal ed altri ancora.

Nel primo filmato vedremo una figura storica dell'alpinismo americano, Peter Croft, canadese, oggi trapiantato in California. Autore di importanti ascensioni in libera e in "free solo" e tra i primi a concatenare le big wall in giornata, in questo video arrampica insieme alla giovane scalatrice Lisa Rands, su una piramide di granito della High Sierra a lui particolarmente cara, "The Incredible Hulk", dove nel 2004 ha aperto "The Venturi Effect" le cui difficoltà raggiungono il 5.12 (X° grado o 8b). Il secondo filmato vede Chris Sharma che nell'attuale panorama internazionale dell'arrampicata sportiva, si colloca da tempo al vertice. Si è stabilito in un piccolo borgo nei pressi di Leida, Sant Lorenc de Montgai, nel cuore della Catalonia, e poco distante dalle strapiombanti falesie di Margalev e Siurana rese celebri dalle realizzazioni di Sharma e altri top climbers. "Fly or die", il terzo contributo , inconsapevolmente diventa un omaggio postumo al protagonista, lo scalatore e base-jumper californiano Dean Potter al quale lo scorso 16 maggio è stato fatale un salto con la tuta alare effettuato al crepuscolo dal Taft Point, nella Yosemite Valley. In questo video, Potter spiega l'ultima disciplina da lui inventata, il "free base", ovvero la scalata senza corda di sicurezza di grandi pareti con elevate difficoltà, dove in caso di errore ci si affida ad un leggero paracadute.
Reel Rock 10 2In compagnia degli alpinisti Cedar Wright, Matt Segal e Heidi Wirtz andiamo quindi alla scoperta delle migliori zone di arrampicata in Australia. Si incomincia dalle Celebri Arapiles Mountains, dove negli anni '80 sono stati aperti itinerari di alta difficoltà che hanno calamitato l'interesse dei migliori arrampicatori del momento. Si passa poi in Tasmania per spettacolari scalate sugli incredibili e selvaggi cliffs a Cape Pillar, pilastri verticali come canne d'organo a picco sull'Oceano. "The hardest move" ci fa conoscere uno dei grandi interpreti del "bouldering", il giovane Daniel Woods e altri protagonisti impegnati a risolvere massi con passaggi e concatenazioni di movimenti tutt'altro che semplici. "The Swiss machine", infine , è un ritratto di uno dei più talentuosi alpinisti del momento, lo svizzero Ueli Steck, protagoniosta della più veloce ascensione della parete Nord dell'Eige, ma anche di grandi salite in Himalaya e , sempre in velocità, sulle big wall californiane.

Intanto cominciate a prepararvi guardandoil trailer di questa serata. --> https://vimeo.com/14783479

Film di montagna - 23 novembre 2015

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Lunedì 23 novembre 2015 - Appuntamento con il cinema di montagna -

"Reel Rock. Il tetto del mondo"

Altro giro con grandi scariche di adrenalina. L'ultimo appuntamento dell'anno con il film di montagna ci riserva ancora 4 filmati di assoluta avventura e grandi performance.
"Conrad Anker. Al centro dell'universo", "Hazel Findlay. Spice girl", "Adam Ondra. Bouldering", "Ueli Steck. Progetto parapendio". Questi i documentari che vedremo stasera.

fotoAnker, protagonista di questo documentario è un alpinista americano, specialista di grandi ascensioni su impressionanti pareti in Himalaya, Karakorum, Alaska, Patagonia, Isola di Baffin e nelle regioni antartiche, come la Terra della Regina Maud e le Ellsworth Mountains. Le montagne nord americane dell'Alaska Range, in particolare le vette delle Kichatna Mountains come il Gurney Peak e il Mount Hunter, sono state il suo primo terreno di azione.Poi nel 1997, due importanti imprese nell'arco di pochi mesi. Con Jon Krakaver, il giornalista - alpinista divenuto celebre per il best sellers "Aria sottile", libero adattamento della tragedia dell'Everest del 1996, e Alex Lowe sale la parete del Rekekniven Peak, una lama di roccia che si innalza dai ghiacci della Terra della Regina Maud in Antartide. Poco dopo, con i fratelli Huber - Alex e Thomas - e Tony Gutsch, sale una nuova via sulla parete sud-ovest del Latok II in Pakistan, 7108m. "Immaginate la parete di El Capitan sopra la cima del Denali" : ecco una descrizione efficace della montagna dove Anker e compagni hanno aperto "Tsering Monsoong". Nella sua lunga carriera il momento più difficile lo ha vissuto nel 1999 quando è sopravvissuto ad una valanga mentre era impegnato nella salita dello Sisha Pangma insieme all'amico di numerose imprese , l'alpinista Alex Lowe, che invece perse la vita insieme al cameramen della spedizione. La morte di Lowe, al quale era fortemente legato, segnò profondamente Anker, che per superare il momento si prese carico della famiglia dell'amico e più tardi ne sposò la vedova, Jennifer. Per ricordare Lowe, nel 2003 con lei ha creato la "Khumbu Climbing School" con sede a Phortse, ad un giorno di cammino dal villaggio sherpa di Namche Bazaar, per migliorare la preparazione e le competenze tecniche dei nepalesi impegnati a scalare o a lavorare ad alte quote. Sempre nel 1999 Conrand Anker guidò la "Mallory & Irvine Research expedition" all'Everest, alla ricerca dei resti dei due scalatori inglesi. Il primo di maggio Anker ed altri alpinisti della spedizione si imbatterono nel corpo mummificato di George Mallory a 8200 metri. La posizione, gli oggetti rinvenuti, ed i successivi esami sugli stessi , hanno permesso di gettare nuova luce sulle difficoltà che i due incontrarono in quel lontano giorno del 1924 sull'Everest, ma non di sciogliere completamente il mistero se avessero raggiunto o meno la vetta prima di morire. Una vicenda quella di Mallory e Irvine che ha appassionato Anker, il quale nel 2007 è ritornato sull'Everest per ripercorrere insieme al giovane alpinista Leo Houlding le tracce di Mallory e Irvine fino al punto del loro ultimo avvistamento e utilizzando lo stesso tipo di equipaggiamento indossato nel 1924. La "Shark Fin" ("pinna dello squalo") sulla parete Nord-Ovest del Merv Peak, 6310m, nel Garwhal Himal Indiano, è un'altra delle sue grandi imprese che viene raccontata in questo film. Ripetutamente tentata da spedizioni tra le più affiatate, Anker ha salito questa linea in 12 giorni nel 2011 insieme a Jimmy Chin e Renan Ozturk, gli stessi compagni con i quali si era fermato a soli 150 metri dalla vetta nel corso del precedente tentativo (il secondo per Anker) nel 2008. (Marco Benedetti)

fotoIl secondo documentario ci presenta Hazel Findlay la spice girl della roccia di Dio. Gritstone "la roccia di Dio" e poi rocce di ogni tipo, anche delle peggiori, che ti si sfaldano sotto le dita e sotto i piedi, Lunghi tiri di estrema difficoltà con protezioni precarie da posizionare quando ciò è possibile e che possono saltare via al minimo movimento della corda. Ma anche lunghi tiri semplicemnete senza possibilità di proteggersi, dove si deve pensare solo a salire e neppure pensare mezzo secondo alla possibilità di cadere, perchè anche volare con la corda, qui equivale ad un vero e proprio salto nel buio, sicuramente molto lungo e molto doloroso. Chiodi e soprattutto spit, neppure nominarli. Benvenuti nel mondo del "trad" climbing, una scuola decisamente molto severa, ma che ha formato centinaio di alpinisti inglesi -  e tra questi tutti i migliori - sulle pareti del Peak District, per esempio come Stanage Edge o Roaches, o sulle scogliere gallesi di Huntman's Leap e Goghart. Leggendo i libri di Paul Pritchard o di Andy Kirkpatrick, per fare due nomi a caso, e in particolare i capitoli che dedicano alle loro prime esperienze di arrampicata, o riguardando le immagini di "Hard Grit", il documentario cult di Mike Turnball dedicato proprio a questo tipo di arrampicata e ai suoi principali interpreti, si protrebbe pensare che il "trad" sia qualcosa di circoscritto ad una piccola élite di duri e tosti arrampicatori maaschi. Niente di più sbagliato, benchè "viviamo in una società in cui non ci si aspetta che le donne abbiano fegato". A dirlo è infatti la giovane, brava e graziosa protagonista di "Spice Girl", Hazel Findlay, prima arrampicatrice capce di salire una via classificata E9 nella scala inglese delle difficoltà, corrispondente ad un 8c. Hazel figlia d'arte, il padre Steve, uno dei pionieri delle scalate trad sulle scogliere in Gran Bretagna, è stato il suo primo maestro avviandola all'arrampicata già dall'eta di sei anni ed è anche il primo a stupirsi di avere in casa un vero talento. E' lui in persona ad accompagnare ed ad assicurare Hazel mentre scala con determinazione su "Once upon a time in teh Southwest" al Dyers' Lookout nel Devon, il primo E9 in Inghilterra salito da una donna. Due anni dopo questo exploit Hazel si è ripetuta salendo un secondo E9, "Chicama" nell'isola di Holyhead. Hazel naturalmente punta ad allargare l'orizzonte dei suoi obiettivi e qui la possiamo vedere impegnata insieme ad Emily Harrington mentre insieme ripetono in Marocco "Babel", una lunga e difficile via di 18 tiri aperta nella gola di Taghia nel 2007 dai francesi Arnaud Petit, Stèphane Bodet, Nico Kalisz, Titi Gentet e Frederic Ripert. Nelle scorse settimane, invece era in California, dove ha salito due big wall di 5.13 su El Capitan, "The Book of Hate" (5.13+) e The Pre-Muir (5.13+) per la seconda volta. (Marco Benedetti)

 

20 giugno 2015- Una passeggiata a 6 zampe per ricordare Elio

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PianResinelliValentino

E' da pochi giorni che il nostro caro amico Elio ci ha lasciati. Elio è stato un grande in tutti i settori del CAI e non.

Pochi giorni fa, con Francesca sua figlia, ha organizzato un simpatico evento che vede come protagonisti i nostri amici cani. Francesca è infatti un'operatrice in questo settore. La manifestazione doveva essere dedicata ad un ristretto numero di persone. 

 

Vogliamo invece ora valorizzare questo momento, in memoria di Elio, con un incontro allargato a chiunque, con o senza cani.

L'appuntamento è quindi per sabato 20 giugno 2015, ai Piani Resinelli alle ore 9:00.

Da qui partiremo per seguire il percorso del Parco Valentino in compagnia anche dei cani presenti e Francesca ci illustrerà tante interessanti cose su di loro.

Per chi desiderasse portare il proprio cane è necessario che lo comunichi direttamente a Francesca affinchè possa coordinare le attività.

Scrivete direttamente a Francesca. --> Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Questa la mappa per raggiungere il Parco Valentino

.Parco Valentino

 

Sabato 16 maggio 2015 - Astrologia e Astronomia. Solo questione di logica ?

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Sabato 16 maggio 2015 - Astrologia e Astronomia. Solo questione di logica ?

Sabato 16 maggio, in sede presso la Torre Civica, si è svolta una simpatica serata tenuta dal gruppo delle "stelle" del Cai di Carate, che per questo 5° anno ha voluto stupire i partecipanti con una diversa impronta rispetto alle precedenti edizioni. Si è parlato infatti di astronomia, ma soprattutto del legame con l' astrologia ora e nella storia: una volta procedevano di pari passo, erano un tutt’uno, una sola scienza. Poi nel XVI secolo sono state separate sulla base delle scoperte scientifiche del tempo in due discipline distinte: • L’Astronomia come disciplina scientifica • L’Astrologia come pseudoscienza Ma oggi l'Astrologia, definita dalla logica scientifica come una pseudoscienza, conserva oggi una sua validità, un suo valore? E' quello che abbiamo scoperto durante l'incontro con l'ausilio di un esperimento legato all'oroscopo.

 

Un dovuto ringraziamento particolare ai relatori della serata Angelo Longoni e Massimo Citterio. 

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Nella foto il gruppo che ha partecipato alla simpatica serata 

   

30 marzo 2015 -Rassegna cinematografica al CAI. Per il ciclo: "Velocità e avventura"

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30 marzo 2015 -Rassegna cinematografica al CAI

Broad Peak 78Ricomincia la rassegna cinematografica programmata dalla locale sezione del CAI. Gli appuntamenti previsti saranno programmati nell'ultimo lunedi di ogni mese da marzo a novembre.

Cominciamo la serie con due filmati d'eccezione.

Il primo, il cui titolo è "Broad Peak 78. 3 bivacchi per un ottomila" è la storia e le riprese effettuate in questa fantastica salita del Broad Peak di Yannick Seigneur e George Bettembourg in soli quattro giorni e facendo 3 bivacchi. Ricordiamo che la prima salita di questo itinerario fu effettuata nel 1957 da Hermann Buhl in ben 24 giorni.

 

La via invisibileIl secondo filmato ci porta invece all'avventura di due nostri connazionali che hanno voluto attraversare una delle regioni più selvagge della Norvegia, il Nordland. Ma il bello di questa storia è che i due ci sono andati senza alcun strumento più o meno tecnologico che li aiutasse ad orientarsi. Hanno "navigato a vista". Ecco quindi un film da non perdere "La via invisibile" di Franco Michieli e Gabriele Bigoni.

Le serate cinematografiche, sono come per gli scorsi anni, aperte ai soci e iniziano alle ore 21:00. L'ingresso è libero.

Qui puoi scaricare la scheda della serata.

29 giugno 2015 -Rassegna cinematografica al CAI. "Passato e presente. Barmasse e Kukuczka.

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Lunedì 29 giugno 2015 - Film di montagna. "Non così lontano" e "Kukuczka" 

nonekukA causa di contrattempi, questa proiezione non è stata possibile. Ecco quindi la nuova data programmata per lunedì 29 giugno prossimo. Non mancate a questo appuntamento

Continua la rassegna cinematografica dedicata alla montagna. Dopo aver visto il film "W di Walter" e aver ricordato questo grande personaggio, passeremo ad altri due protagonisti della montagna.

Un alpinista attuale (Hervè Barmasse) che nel 2011 ha scelto di salire tre nuovi itinerari su tre montagne delle sue valli. Il film "Non così lontano",  documenta la salita di queste pareti. Il pilastro di sinistra del Brouillard sul Bianco,  la parete sud-est della Punta Gnifetti sul Rosa ed infine il Picco Muzio sul Cervino.

Un alpinista polacco che ha fatto la storia. Si tratta del famoso Jerzy Kukuczka che nel 1987 fu il secondo uomo dopo Messner a raggiungere tutte le 14 cime degli ottomila. Personaggio praticamente sconosciuto ai non addetti ai lavori, ma uomo di grandi doti, fisiche e soprattutto morali. Una leggenda dell'alpinismo himalayano che perse la vita a soli 26 anni. Eppure in una così breve vita, ha lasciato un'importante impronta nell'alpinismo. Perchè era così eccezionale ? Quale è stato il suo contributo alla storia del grandde alpinismo ? Quali sono le ragioni che lo hanno portato a scalare le più alte montagen del mondo? Le risposte in questo avvincente film-documentario. Da non perdere.

6 gennaio 2015 55° edizione natale Alpino a Prosto di Piuro

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6 gennaio 2015 55° edizione natale Alpino a Prosto di Piuro

Anche quest’anno si è svolta la tradizionale manifestazione del Natale Alpino organizzata dalla locale sezione del Cai di Carate Brianza. Giunta alla sua 55° edizione, questa storica manifestazione ha come scopo uno scambio culturale tra la nostra cittadinanza e alcuni piccoli paesi montani. Quest’anno la meta scelta è stata Prosto di Piuro, piccola località in Val Bregaglia a pochi chilometri da Chiavenna. Come sempre una numerosa compagine partita da Carate di prima mattina con due pullman ha raggiunto il municipio di Prosto e accolta dagli amici del paese, ha potuto prepararsi per la tradizionale sfilata con costumi da pastori e la rappresentazione della natività, interpretata da una famiglia di Prosto. Gli oltre 100 figuranti hanno quindi attraversato le vie del paese potendo ammirare i caratteristici angoli organizzati per l’occasione. Scene di antichi mestieri sono state rappresentate come la lavorazione della lana fatta a mano, il tradizionale lavatoio all’aperto usando l’acqua del torrente, il fabbro le sue opere in ferro battuto, il castagnaio che “sbucciava” le castagne battendole con il sacco ed altre scene di attività facenti parte della tradizione montana. L’intera sfilata è stata accompagnata con i canti del coro delle ragazze di Prosto. Al termine si sono ritrovati tutti alla capanna della natività dove i Re Magi hanno portato alla Sacra Famiglia i tradizionali doni. In seguito, i partecipanti si sono recati presso la chiesa dove Don Francesco, parroco di questo gruppo di borghi, ha celebrato la santa messa. Terminata la cerimonia religiosa ci sono stati i tradizionali scambi di auguri e doni. Sono state consegnate dal presidente del CAI Colombo Antonio e dal suo vice Meregalli Francesco, le targhe ricordo della manifestazione a Don Francesco, al Presidente del gruppo sportivo, organizzatore da parte di Prosto, al sindaco del paese Iacomelli Omar e anche al nostro vicesindaco Valtorta Marino che rappresentava la nostra comunità caratese. Meregalli ha inoltre portato il saluto del nostro parroco Don Gianpiero in quanto impossibilitato a partecipare in seguito ai suoi numerosi impegni in quel di Carate. Prima di recarsi a pranzo il gruppo dei Re Magi e zampognari, hanno fatto il tradizionale giro nelle case degli anziani e dei malati. È questo un momento di particolare attenzione di questa manifestazione. Ben dieci sono state le persone che hanno ricevuto questa gradita e inaspettata visita. L’ingresso in queste case con la musica della zampogna che accompagna i tre Re Magi, suscita un particolare e intenso momento. Le persone anziane e malate accolgono sempre con emozione questa visita che spesso si trasforma in un commovente incontro. Si tratta sicuramente di uno dei più intensi momenti della giornata. Al termine delle visite, la giornata è poi proseguita con il tradizionale pranzo. Alla manifestazione hanno partecipato un centinaio di concittadini caratesi oltre che un nutrito gruppo di Prosto che hanno contribuito alla buona riuscita della giornata.

 
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16 novembre 2014. Pranzo sociale a Casale Monferrato.

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16 novembre 2014. Pranzo sociale a Casale Monferrato.

Si è svolto oggi, il tradizionale pranzo sociale che annualmente viene organizzato dalla locale sezione del CAI. Meta per questo importante appuntamento è stata la cittadina di Casale Monferrato in Piemonte. La breve finestra di bel tempo ha premiato il numeroso gruppo di partecipanti che di buon’ora è partito da Carate e dopo una breve sosta tecnica in autostrada, ha raggiunto Casale. In Piazza Castello sono stati accolti da una guida locale che li ha accompagnati per le vie cittadine per conoscerne i luoghi più interessanti. Primo fra tutti la cattedrale di Sant’Evasio, in seguito è stata interessante la visita della Sinagoga con un’esauriente spiegazione della sua storia e tradizione. Il gruppo si è poi spostato per visitare il convento agostiniano di Santa Croce. Terminata la visita con una passeggiata per le vie del centro, i partecipanti si sono quindi recati presso il ristorante prescelto che ha preparato un pranzo con tradizionali piatti piemontesi. Poi, come vuole la tradizione, sono stati premiati i soci che hanno raggiunto importanti traguardi nel CAI. Nove soci hanno raggiunto l’anzianità sociale di 25 anni, altri 2 hanno festeggiato il 50° anno ed altri 3 hanno raggiunto il ragguardevole traguardo di 70 anni di iscrizione al CAI. A ritirare il distintivo del 25° era presente Bestetti Tiziano. Per il 50° era presente Cattaneo Angelo, noto fondista, maratoneta e sky-runner. Infine per il prestigioso traguardo dei 70 anni, era presente Cazzaniga Giuseppe, meglio conosciuto come Franzin. Cazzaniga ha ritirato il diploma di socio onorario, firmato direttamente dalla presidenza generale del CAI nazionale. Dato l’importante avvenimento, il Presidente della locale sezione, Colombo Antonio, ha informato i presenti che il nome del socio Franzin, verrà inserito nell’albo d’oro della sezione, a ringraziamento della fedeltà dimostrata in tutti questi anni. Con lui altri due soci Caslini Franco e Villa Ettore hanno raggiunto lo stesso pregevole traguardo. Con questa giornata il CAI sta quindi avviandosi al termine della stagione 2014. Altri 2 importanti appuntamenti questo mese. Il 24, per la proiezione film in sede CAI, il 28 presso l’Agorà, grande serata con protagonista Annalisa Fioretti, alpinista non professionista , medico, mamma. Una serata per tutti, da non perdere.

 
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26 ottobre 2014 -Santa Messa alla Capanna Mara

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26 ottobre 2014 -Santa Messa alla Capanna Mara

Come tutti gli anni, anche quest’anno, il CAI ha voluto ricordare i propri defunti con la celebrazione di una Santa Messa presso la Cappelletta alla Capanna Mara. La giornata un po’ velata e nebbiosa ha fatto da cornice a questa oramai consolidata tradizione del CAI creando il giusto ambiente per questa cerimonia ed ha visto oltre un centinaio di persone incamminarsi verso il rifugio Capanna Mara (1125m) che è situato tra i monti Bollettone e Palanzone nel triangolo lariano. Alle 11:00 è cominciata la Santa Messa, officiata da Padre Piero dei Betharramiti di Albavilla. Durante la cerimonia sono stati ricordati i soci defunti nel 2014 tra cui Vimercati Marcella, socia da ben 70 anni della sezione di Carate Brianza. Presente il marito di Marcella, Cazzaniga Giuseppe di 90 anni, meglio conosciuto come “il Franzin” che ha voluto ricordare la moglie donando alla sezione del CAI una fotografia che la ritrae al Bivacco Marco e Rosa sul Bernina nel lontano 1968. Al termine, il Presidente Colombo Antonio e il suo vice Meregalli Francesco hanno ringraziato i presenti tra cui anche una rappresentanza dell’amministrazione comunale nelle persone del Vice sindaco Valtorta Marino e dell’assessore allo Sport Rigamonti Beatrice. La giornata si è poi conclusa come di consueto con un caratteristico pranzo presso la Capanna Mara.

 
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30 giugno 2014 -Rassegna cinematografica- La vetta inconquistabile

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Continua la rassegna cinematografica presso la sede CAI di Carate Brianza.

La prossima proiezione riguarda un grande alpinista, scomparso nel 1997.

anatoliSi tratta di Anatoli Boukreev, kazano, noto per la sua forza, resistenza e l'altruismo durante le scalate degli 8000. Di lui si possono leggere grandi successi letterari come "Aria sottile", "Everest 96- Cronaca di un salvataggio impossibile" e postumo "Un posto in cielo - I diari di un eroe inconsapevole".

Scarica qui la scheda personaggio e film. Vi aspettiamo numerosi in sede alle ore 21:00 del 30 giugno 2014.

Link contenente ulteriori informazioni di Boukreev