Lunedì 26 ottobre 2015 - Appuntamento con il cinema di montagna

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Lunedì 26 ottobre 2015 - Appuntamento con il cinema di montagna -

"SESTO GRADO IN PATAGONIA"

Una delle imprese più memorabili della storia dell’alpinismo italiano e mondiale: nel 1963 un gruppo composto fra gli altri da Aiazzi, Aste, Casati, Taldo, e Nusdeo sfidò le terribili condizioni atmosferiche dello Hielo Continental patagonico e conquistò in 50 giorni prima la Torre Centrale e poi la Torre Sud, ancora inviolata, del complesso del Paine. Il film diretto da Renato Cepparo documenta le varie fasi della vittoriosa spedizione promossa e organizzata dal CAI Monza.

PAINE, TRINITÀ PATAGONICA

torres 2Le Torri del Paine si trovano nella Patagonia cilena e ricadono interamente nel Parque nacional Torres del Paine, che si estende tra il ghiacciaio Dickson a nord, il Rio Paine a Est, gli spettacolari laghi Nordenskjold, Sarmiento,  Pehoe e Grey a Sud e il ghiacciaio Grey a Ovest,  propaggine orientale dello Hielo Patagonico Sur.

Le Torri appartengono al massiccio del Paine che comprende diverse cime e catene come il Paine Grande, le guglie che delimitano la Valle del Francés, la catena Escudo - FortaIèza  Cuernos. Se ogni luogo della Terra ha il suo antipode, possiamo tranquillamente affermare che le Tre Cime di Lavaredo hanno il loro antipode almeno ideale nelle Torri del Paine, una trinità patagonica.

Il primo esploratore ad osservarle e a descriverle fu in realtà un'esploratrice. Si chiamava Lady Florence Dixie e visitò la regione tra i1 1878 e il 1879. Descrisse le Torri nel diario della spedizione da lei stessa organizzata e pubblicato ne1 1880, Across Patagonia, chiamandole "Cleopatra Needles” Fu la prima salita del Fitz Roy (19S2) da parte di una spedizione francese a portare all'attenzione degli ambienti alpinistici la bellezza e la grandiosità delle vette patagoniche, una sorta di nuova frontiera per  l'alpinismo esplorativo.

Subito divennero la meta per nuove spedizioni questa volta in partenza dall'Italia. Alla fine del 1957 in Patagonia giunsero tre spedizioni italiane: una era quel la trentina guidata da Bruno Detassis e diretta al Cerro Torre, la stessa meta anche di Walter Bonatti e Carlo Mauri, mentre la terza spedizione si diresse proprio alle Torri del Paine. La organizzò Guido Monzino, alla sua prima spedizione extraeuropee. Era riuscito anche ad ottenere dalle autorità cilene una sorta di esclusiva che di fatto impediva ad altre spedizioni dl raggiungere la zona. Monzino guidava un gruppo numeroso, di ben 17 persone, e per la parte alpinistica si avvaleva delle guide alpine valdostane di Valtournenche Jean Bich, Pierino Passion, Leonardo Carrel, Camillo Pelissier,  Toni Gobbi. Dopo aver salito il Cerro Paine la spedizione si diresse alle Torri. Grazie alle guide fu individuata la via di salita che permise a quattro di loro di raggiungere la vetta della Cima Sud della Torre Nord, risalendo fino all’intaglio con la Torre Centrale, da allora chiamato "Brecha Bich', e proseguendo lungo la cresta Sud fino alla cima.

AL  PAINE FINI’ 1 A 1 TRA ITALIANI E INGLESI

Sesto Grado In Patagonia1Dopo la spedizione Monzino del 1958, una seconda spedizione sempre italiana fu organizzata a fine 1962 e inizio 1963 con l'obiettivo più ambizioso di salire la Torre Centrale. Erano tutti alpinisti accademici della Sezione CAI di Monza guidati da Carlo Frigieri e precisamente Carlo Casati, Vasco Taldo, Nando Nusdeo eJosve Aiazzi. Con loro anche Armando Aste, invitato dall’amico Aiazzi, compagno di alcune ascensioni nelle Dolomiti di Brenta.

La spedizione era stata organizzata per celebrare i primi cento anni del CAI e per onorare la memoria di Andrea Oggioni, morto due anni prima per sfinimento sul Monte Bianco nella tragedia del Pilone del Frèney, costata la vita ad altri tre alpinisti francesi. Pierre Kolmann, Robert Guillaume e Antoine Vieille e alla quale sopravvissero soltanto Walter Bonatti, Pierre Mazeaud e Roberto Gallieni.

Quando gli alpinisti monzesi furono sotto l'inviolata Torre Centrale scoprirono che, con lo stesso obiettivo, era già sul posto una spedizione inglese, guidata da Chris Bonington e Don Whillans. Così Armando Aste ricorda l'episodio e le fasi di quella spedizione: <<Gli Inglesi erano arrivati prima di noi e con lo stesso obiettivo, solo che nessuno lo sapeva: né noi di loro e viceversa». Di solito in questi casi si cerca un accordo …

Sesto Grado In Patagonia2«Non proprio, Bonington in modo fermo ci disse subito "noi andiamo sulla Torre Centrale, voi andate sulla Torre Sud" . Gli spiegammo che anche noi volevamo salire la Torre Centrale ma loro avevano un campo più alto e avevano già attrezzato una parte della parete e andarono su per primi levando i chiodi per non facilitarci. Quando noi attaccammo loro erano già oltre la metà della parete»

Gli alpinisti monzesi si dovettero così accontentare della prima ripetizione, giungendo in vetta il giorno dopo gli inglesi. Poi però si rifecero salendo per primi la Torre Sud soffiandola letteralmente agli inglesi, perché loro si spostarono nella Valle del Francés per salire la Sud da un versante che ritenevano più facile. "Noi invece restammo su quello a nord,  che era sicuramente più ostico e attaccammo subito. Quando gli inglesi  capirono che eravamo arrivati  in cima, tornarono indietro. Dedicammo la nostra via a Padre Alberto Maria De Agostini".

Casati e Taldo realizzarono anche le riprese di "VI° grado in Patagonia” che poi venne presentato a Festiva di Trento.

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