Film di montagna - 23 novembre 2015

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Lunedì 23 novembre 2015 - Appuntamento con il cinema di montagna -

"Reel Rock. Il tetto del mondo"

Altro giro con grandi scariche di adrenalina. L'ultimo appuntamento dell'anno con il film di montagna ci riserva ancora 4 filmati di assoluta avventura e grandi performance.
"Conrad Anker. Al centro dell'universo", "Hazel Findlay. Spice girl", "Adam Ondra. Bouldering", "Ueli Steck. Progetto parapendio". Questi i documentari che vedremo stasera.

fotoAnker, protagonista di questo documentario è un alpinista americano, specialista di grandi ascensioni su impressionanti pareti in Himalaya, Karakorum, Alaska, Patagonia, Isola di Baffin e nelle regioni antartiche, come la Terra della Regina Maud e le Ellsworth Mountains. Le montagne nord americane dell'Alaska Range, in particolare le vette delle Kichatna Mountains come il Gurney Peak e il Mount Hunter, sono state il suo primo terreno di azione.Poi nel 1997, due importanti imprese nell'arco di pochi mesi. Con Jon Krakaver, il giornalista - alpinista divenuto celebre per il best sellers "Aria sottile", libero adattamento della tragedia dell'Everest del 1996, e Alex Lowe sale la parete del Rekekniven Peak, una lama di roccia che si innalza dai ghiacci della Terra della Regina Maud in Antartide. Poco dopo, con i fratelli Huber - Alex e Thomas - e Tony Gutsch, sale una nuova via sulla parete sud-ovest del Latok II in Pakistan, 7108m. "Immaginate la parete di El Capitan sopra la cima del Denali" : ecco una descrizione efficace della montagna dove Anker e compagni hanno aperto "Tsering Monsoong". Nella sua lunga carriera il momento più difficile lo ha vissuto nel 1999 quando è sopravvissuto ad una valanga mentre era impegnato nella salita dello Sisha Pangma insieme all'amico di numerose imprese , l'alpinista Alex Lowe, che invece perse la vita insieme al cameramen della spedizione. La morte di Lowe, al quale era fortemente legato, segnò profondamente Anker, che per superare il momento si prese carico della famiglia dell'amico e più tardi ne sposò la vedova, Jennifer. Per ricordare Lowe, nel 2003 con lei ha creato la "Khumbu Climbing School" con sede a Phortse, ad un giorno di cammino dal villaggio sherpa di Namche Bazaar, per migliorare la preparazione e le competenze tecniche dei nepalesi impegnati a scalare o a lavorare ad alte quote. Sempre nel 1999 Conrand Anker guidò la "Mallory & Irvine Research expedition" all'Everest, alla ricerca dei resti dei due scalatori inglesi. Il primo di maggio Anker ed altri alpinisti della spedizione si imbatterono nel corpo mummificato di George Mallory a 8200 metri. La posizione, gli oggetti rinvenuti, ed i successivi esami sugli stessi , hanno permesso di gettare nuova luce sulle difficoltà che i due incontrarono in quel lontano giorno del 1924 sull'Everest, ma non di sciogliere completamente il mistero se avessero raggiunto o meno la vetta prima di morire. Una vicenda quella di Mallory e Irvine che ha appassionato Anker, il quale nel 2007 è ritornato sull'Everest per ripercorrere insieme al giovane alpinista Leo Houlding le tracce di Mallory e Irvine fino al punto del loro ultimo avvistamento e utilizzando lo stesso tipo di equipaggiamento indossato nel 1924. La "Shark Fin" ("pinna dello squalo") sulla parete Nord-Ovest del Merv Peak, 6310m, nel Garwhal Himal Indiano, è un'altra delle sue grandi imprese che viene raccontata in questo film. Ripetutamente tentata da spedizioni tra le più affiatate, Anker ha salito questa linea in 12 giorni nel 2011 insieme a Jimmy Chin e Renan Ozturk, gli stessi compagni con i quali si era fermato a soli 150 metri dalla vetta nel corso del precedente tentativo (il secondo per Anker) nel 2008. (Marco Benedetti)

fotoIl secondo documentario ci presenta Hazel Findlay la spice girl della roccia di Dio. Gritstone "la roccia di Dio" e poi rocce di ogni tipo, anche delle peggiori, che ti si sfaldano sotto le dita e sotto i piedi, Lunghi tiri di estrema difficoltà con protezioni precarie da posizionare quando ciò è possibile e che possono saltare via al minimo movimento della corda. Ma anche lunghi tiri semplicemnete senza possibilità di proteggersi, dove si deve pensare solo a salire e neppure pensare mezzo secondo alla possibilità di cadere, perchè anche volare con la corda, qui equivale ad un vero e proprio salto nel buio, sicuramente molto lungo e molto doloroso. Chiodi e soprattutto spit, neppure nominarli. Benvenuti nel mondo del "trad" climbing, una scuola decisamente molto severa, ma che ha formato centinaio di alpinisti inglesi -  e tra questi tutti i migliori - sulle pareti del Peak District, per esempio come Stanage Edge o Roaches, o sulle scogliere gallesi di Huntman's Leap e Goghart. Leggendo i libri di Paul Pritchard o di Andy Kirkpatrick, per fare due nomi a caso, e in particolare i capitoli che dedicano alle loro prime esperienze di arrampicata, o riguardando le immagini di "Hard Grit", il documentario cult di Mike Turnball dedicato proprio a questo tipo di arrampicata e ai suoi principali interpreti, si protrebbe pensare che il "trad" sia qualcosa di circoscritto ad una piccola élite di duri e tosti arrampicatori maaschi. Niente di più sbagliato, benchè "viviamo in una società in cui non ci si aspetta che le donne abbiano fegato". A dirlo è infatti la giovane, brava e graziosa protagonista di "Spice Girl", Hazel Findlay, prima arrampicatrice capce di salire una via classificata E9 nella scala inglese delle difficoltà, corrispondente ad un 8c. Hazel figlia d'arte, il padre Steve, uno dei pionieri delle scalate trad sulle scogliere in Gran Bretagna, è stato il suo primo maestro avviandola all'arrampicata già dall'eta di sei anni ed è anche il primo a stupirsi di avere in casa un vero talento. E' lui in persona ad accompagnare ed ad assicurare Hazel mentre scala con determinazione su "Once upon a time in teh Southwest" al Dyers' Lookout nel Devon, il primo E9 in Inghilterra salito da una donna. Due anni dopo questo exploit Hazel si è ripetuta salendo un secondo E9, "Chicama" nell'isola di Holyhead. Hazel naturalmente punta ad allargare l'orizzonte dei suoi obiettivi e qui la possiamo vedere impegnata insieme ad Emily Harrington mentre insieme ripetono in Marocco "Babel", una lunga e difficile via di 18 tiri aperta nella gola di Taghia nel 2007 dai francesi Arnaud Petit, Stèphane Bodet, Nico Kalisz, Titi Gentet e Frederic Ripert. Nelle scorse settimane, invece era in California, dove ha salito due big wall di 5.13 su El Capitan, "The Book of Hate" (5.13+) e The Pre-Muir (5.13+) per la seconda volta. (Marco Benedetti)

 

Lunedì 26 ottobre 2015 - Appuntamento con il cinema di montagna

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Lunedì 26 ottobre 2015 - Appuntamento con il cinema di montagna -

"SESTO GRADO IN PATAGONIA"

Una delle imprese più memorabili della storia dell’alpinismo italiano e mondiale: nel 1963 un gruppo composto fra gli altri da Aiazzi, Aste, Casati, Taldo, e Nusdeo sfidò le terribili condizioni atmosferiche dello Hielo Continental patagonico e conquistò in 50 giorni prima la Torre Centrale e poi la Torre Sud, ancora inviolata, del complesso del Paine. Il film diretto da Renato Cepparo documenta le varie fasi della vittoriosa spedizione promossa e organizzata dal CAI Monza.

PAINE, TRINITÀ PATAGONICA

torres 2Le Torri del Paine si trovano nella Patagonia cilena e ricadono interamente nel Parque nacional Torres del Paine, che si estende tra il ghiacciaio Dickson a nord, il Rio Paine a Est, gli spettacolari laghi Nordenskjold, Sarmiento,  Pehoe e Grey a Sud e il ghiacciaio Grey a Ovest,  propaggine orientale dello Hielo Patagonico Sur.

Le Torri appartengono al massiccio del Paine che comprende diverse cime e catene come il Paine Grande, le guglie che delimitano la Valle del Francés, la catena Escudo - FortaIèza  Cuernos. Se ogni luogo della Terra ha il suo antipode, possiamo tranquillamente affermare che le Tre Cime di Lavaredo hanno il loro antipode almeno ideale nelle Torri del Paine, una trinità patagonica.

Il primo esploratore ad osservarle e a descriverle fu in realtà un'esploratrice. Si chiamava Lady Florence Dixie e visitò la regione tra i1 1878 e il 1879. Descrisse le Torri nel diario della spedizione da lei stessa organizzata e pubblicato ne1 1880, Across Patagonia, chiamandole "Cleopatra Needles” Fu la prima salita del Fitz Roy (19S2) da parte di una spedizione francese a portare all'attenzione degli ambienti alpinistici la bellezza e la grandiosità delle vette patagoniche, una sorta di nuova frontiera per  l'alpinismo esplorativo.

Subito divennero la meta per nuove spedizioni questa volta in partenza dall'Italia. Alla fine del 1957 in Patagonia giunsero tre spedizioni italiane: una era quel la trentina guidata da Bruno Detassis e diretta al Cerro Torre, la stessa meta anche di Walter Bonatti e Carlo Mauri, mentre la terza spedizione si diresse proprio alle Torri del Paine. La organizzò Guido Monzino, alla sua prima spedizione extraeuropee. Era riuscito anche ad ottenere dalle autorità cilene una sorta di esclusiva che di fatto impediva ad altre spedizioni dl raggiungere la zona. Monzino guidava un gruppo numeroso, di ben 17 persone, e per la parte alpinistica si avvaleva delle guide alpine valdostane di Valtournenche Jean Bich, Pierino Passion, Leonardo Carrel, Camillo Pelissier,  Toni Gobbi. Dopo aver salito il Cerro Paine la spedizione si diresse alle Torri. Grazie alle guide fu individuata la via di salita che permise a quattro di loro di raggiungere la vetta della Cima Sud della Torre Nord, risalendo fino all’intaglio con la Torre Centrale, da allora chiamato "Brecha Bich', e proseguendo lungo la cresta Sud fino alla cima.

AL  PAINE FINI’ 1 A 1 TRA ITALIANI E INGLESI

Sesto Grado In Patagonia1Dopo la spedizione Monzino del 1958, una seconda spedizione sempre italiana fu organizzata a fine 1962 e inizio 1963 con l'obiettivo più ambizioso di salire la Torre Centrale. Erano tutti alpinisti accademici della Sezione CAI di Monza guidati da Carlo Frigieri e precisamente Carlo Casati, Vasco Taldo, Nando Nusdeo eJosve Aiazzi. Con loro anche Armando Aste, invitato dall’amico Aiazzi, compagno di alcune ascensioni nelle Dolomiti di Brenta.

La spedizione era stata organizzata per celebrare i primi cento anni del CAI e per onorare la memoria di Andrea Oggioni, morto due anni prima per sfinimento sul Monte Bianco nella tragedia del Pilone del Frèney, costata la vita ad altri tre alpinisti francesi. Pierre Kolmann, Robert Guillaume e Antoine Vieille e alla quale sopravvissero soltanto Walter Bonatti, Pierre Mazeaud e Roberto Gallieni.

Quando gli alpinisti monzesi furono sotto l'inviolata Torre Centrale scoprirono che, con lo stesso obiettivo, era già sul posto una spedizione inglese, guidata da Chris Bonington e Don Whillans. Così Armando Aste ricorda l'episodio e le fasi di quella spedizione: <<Gli Inglesi erano arrivati prima di noi e con lo stesso obiettivo, solo che nessuno lo sapeva: né noi di loro e viceversa». Di solito in questi casi si cerca un accordo …

Sesto Grado In Patagonia2«Non proprio, Bonington in modo fermo ci disse subito "noi andiamo sulla Torre Centrale, voi andate sulla Torre Sud" . Gli spiegammo che anche noi volevamo salire la Torre Centrale ma loro avevano un campo più alto e avevano già attrezzato una parte della parete e andarono su per primi levando i chiodi per non facilitarci. Quando noi attaccammo loro erano già oltre la metà della parete»

Gli alpinisti monzesi si dovettero così accontentare della prima ripetizione, giungendo in vetta il giorno dopo gli inglesi. Poi però si rifecero salendo per primi la Torre Sud soffiandola letteralmente agli inglesi, perché loro si spostarono nella Valle del Francés per salire la Sud da un versante che ritenevano più facile. "Noi invece restammo su quello a nord,  che era sicuramente più ostico e attaccammo subito. Quando gli inglesi  capirono che eravamo arrivati  in cima, tornarono indietro. Dedicammo la nostra via a Padre Alberto Maria De Agostini".

Casati e Taldo realizzarono anche le riprese di "VI° grado in Patagonia” che poi venne presentato a Festiva di Trento.

Film di montagna - 21 settembre 2015

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Lunedì 21 settembre 2015 - Appuntamento con il cinema di montagna -

"Reel Rock.Quando la montagna dà spettacolo"

Reel Rock 10Preparatevi a grandi scariche di adrenalina. L'appuntamento di questo mese ci porterà a vivere intensi momenti di avventura con 6 spettacolari cortometraggi.
"The incredible Hulk", "First Round,First Minute", "Fly or die", "Down and out and under", "The hardest moves", "The Swiss Machine". Questi i titoli dei film che vedremo stasera e che hanno come protagonisti Ueli Steck, Chris Sharma, Daniel Woods, Paul Robinson, Peter Croft, Lisa Rands, Dean Potter, Cedar Wright, Matt Segal ed altri ancora.

Nel primo filmato vedremo una figura storica dell'alpinismo americano, Peter Croft, canadese, oggi trapiantato in California. Autore di importanti ascensioni in libera e in "free solo" e tra i primi a concatenare le big wall in giornata, in questo video arrampica insieme alla giovane scalatrice Lisa Rands, su una piramide di granito della High Sierra a lui particolarmente cara, "The Incredible Hulk", dove nel 2004 ha aperto "The Venturi Effect" le cui difficoltà raggiungono il 5.12 (X° grado o 8b). Il secondo filmato vede Chris Sharma che nell'attuale panorama internazionale dell'arrampicata sportiva, si colloca da tempo al vertice. Si è stabilito in un piccolo borgo nei pressi di Leida, Sant Lorenc de Montgai, nel cuore della Catalonia, e poco distante dalle strapiombanti falesie di Margalev e Siurana rese celebri dalle realizzazioni di Sharma e altri top climbers. "Fly or die", il terzo contributo , inconsapevolmente diventa un omaggio postumo al protagonista, lo scalatore e base-jumper californiano Dean Potter al quale lo scorso 16 maggio è stato fatale un salto con la tuta alare effettuato al crepuscolo dal Taft Point, nella Yosemite Valley. In questo video, Potter spiega l'ultima disciplina da lui inventata, il "free base", ovvero la scalata senza corda di sicurezza di grandi pareti con elevate difficoltà, dove in caso di errore ci si affida ad un leggero paracadute.
Reel Rock 10 2In compagnia degli alpinisti Cedar Wright, Matt Segal e Heidi Wirtz andiamo quindi alla scoperta delle migliori zone di arrampicata in Australia. Si incomincia dalle Celebri Arapiles Mountains, dove negli anni '80 sono stati aperti itinerari di alta difficoltà che hanno calamitato l'interesse dei migliori arrampicatori del momento. Si passa poi in Tasmania per spettacolari scalate sugli incredibili e selvaggi cliffs a Cape Pillar, pilastri verticali come canne d'organo a picco sull'Oceano. "The hardest move" ci fa conoscere uno dei grandi interpreti del "bouldering", il giovane Daniel Woods e altri protagonisti impegnati a risolvere massi con passaggi e concatenazioni di movimenti tutt'altro che semplici. "The Swiss machine", infine , è un ritratto di uno dei più talentuosi alpinisti del momento, lo svizzero Ueli Steck, protagoniosta della più veloce ascensione della parete Nord dell'Eige, ma anche di grandi salite in Himalaya e , sempre in velocità, sulle big wall californiane.

Intanto cominciate a prepararvi guardandoil trailer di questa serata. --> https://vimeo.com/14783479

29 giugno 2015 -Rassegna cinematografica al CAI. "Passato e presente. Barmasse e Kukuczka.

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Lunedì 29 giugno 2015 - Film di montagna. "Non così lontano" e "Kukuczka" 

nonekukA causa di contrattempi, questa proiezione non è stata possibile. Ecco quindi la nuova data programmata per lunedì 29 giugno prossimo. Non mancate a questo appuntamento

Continua la rassegna cinematografica dedicata alla montagna. Dopo aver visto il film "W di Walter" e aver ricordato questo grande personaggio, passeremo ad altri due protagonisti della montagna.

Un alpinista attuale (Hervè Barmasse) che nel 2011 ha scelto di salire tre nuovi itinerari su tre montagne delle sue valli. Il film "Non così lontano",  documenta la salita di queste pareti. Il pilastro di sinistra del Brouillard sul Bianco,  la parete sud-est della Punta Gnifetti sul Rosa ed infine il Picco Muzio sul Cervino.

Un alpinista polacco che ha fatto la storia. Si tratta del famoso Jerzy Kukuczka che nel 1987 fu il secondo uomo dopo Messner a raggiungere tutte le 14 cime degli ottomila. Personaggio praticamente sconosciuto ai non addetti ai lavori, ma uomo di grandi doti, fisiche e soprattutto morali. Una leggenda dell'alpinismo himalayano che perse la vita a soli 26 anni. Eppure in una così breve vita, ha lasciato un'importante impronta nell'alpinismo. Perchè era così eccezionale ? Quale è stato il suo contributo alla storia del grandde alpinismo ? Quali sono le ragioni che lo hanno portato a scalare le più alte montagen del mondo? Le risposte in questo avvincente film-documentario. Da non perdere.

30 marzo 2015 -Rassegna cinematografica al CAI. Per il ciclo: "Velocità e avventura"

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30 marzo 2015 -Rassegna cinematografica al CAI

Broad Peak 78Ricomincia la rassegna cinematografica programmata dalla locale sezione del CAI. Gli appuntamenti previsti saranno programmati nell'ultimo lunedi di ogni mese da marzo a novembre.

Cominciamo la serie con due filmati d'eccezione.

Il primo, il cui titolo è "Broad Peak 78. 3 bivacchi per un ottomila" è la storia e le riprese effettuate in questa fantastica salita del Broad Peak di Yannick Seigneur e George Bettembourg in soli quattro giorni e facendo 3 bivacchi. Ricordiamo che la prima salita di questo itinerario fu effettuata nel 1957 da Hermann Buhl in ben 24 giorni.

 

La via invisibileIl secondo filmato ci porta invece all'avventura di due nostri connazionali che hanno voluto attraversare una delle regioni più selvagge della Norvegia, il Nordland. Ma il bello di questa storia è che i due ci sono andati senza alcun strumento più o meno tecnologico che li aiutasse ad orientarsi. Hanno "navigato a vista". Ecco quindi un film da non perdere "La via invisibile" di Franco Michieli e Gabriele Bigoni.

Le serate cinematografiche, sono come per gli scorsi anni, aperte ai soci e iniziano alle ore 21:00. L'ingresso è libero.

Qui puoi scaricare la scheda della serata.

28 luglio 2014 -Rassegna cinematografica- "8000 La storia"

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28 luglio 2014 -Rassegna cinematografica- "8000 La storia"

Altro appuntamento per la rassegna cinematografica presso la sede CAI di Carate Brianza.

Per il ciclo "8000 La storia" con il film "Everest senza maschera",  rivivremo un capitolo fondamentale della salita sugli 8000. Reinhol Messner sarà il protagonista con Peter Habeler della prima salita sull'Everest,  una montagna di 8848 metri, senza l'ausilio delle bombole di ossigeno.

Reinhold-MessnerDi Messner si è già detto tutto ed il contrario di tutto: il suo “Everest senza maschera” è il frutto di una grande capacità innovativa, riconosciutagli a posteriori, di vedere oltre gli schemi preconcetti e cristallizzati. Salire senza ossigeno sino in vetta era stato sempre considerato un suicidio razionale e scientificamente studiato: l'altoatesino, in compagnia di Peter Habeler, ha dimostrato come sia possibile infrangere una barriera fisica e psicologica. Viene metaforicamente chiuso l'ombrello dell'“aria inglese”, come gli sherpa chiamavano l'ossigeno, e ci si pone di fronte alla montagna in maniera diversa, più naturale e più spontanea. I due alpinisti salgono l'Everest in maniera costante e decisa, veloce e sicura, respirando solo l'aria rarefatta degli ottomila, in perfetta sintonia con l'ambiente circostante; l'allenamento testato in grandi salite europee (si ricordi fra tutte la Nord dell'Eiger a tempo di record), riduce drasticamente la permanenza di Messner e di Habeler nella “zona della morte”, a tutto vantaggio della loro integrità. In questo tripudio entusiastico, legato alla innovativa prestazione, spiace solo ricordare come l'efficace sodalizio verrà meno al ritorno in Europa, per polemiche difficili da comprendere e da spiegare.

 

7 luglio 2014 -Rassegna cinematografica- "Arrampicata e volo"

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Altro appuntamento per la rassegna cinematografica presso la sede CAI di Carate Brianza.

Con il ciclo "Arrampicata e volo" vedremo come sia possibile collegare fra di loro, discipline diverse ma che hanno in comune la montagna, inoltre potremo seguire un capolavoro di Gerhard König che documenta una spettacolare scalata di Beat Kammerlander in Ratikon.

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Il primo film in lingua originale ma con immagini che rendono superflue le parole ci terrà con il fiato in sospeso fino all'ultimo minuto.

 

 

 

 

 

 

 

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Il secondo filmato, magistralmente diretto da König, non ha bisogno neanche del parlato. Con la musica, le immagini, i rumori di fondo ed alcune semplici didascalie, ci legherà a questa difficile impresa di Kammerlander.

 

 

 

 

 

 

 

Scarica da qui la scheda dei personaggi e dei film in programmazione lunedì prossimo 7 luglio.

Vi aspettiamo numerosi in sede alle ore 21:00 del 7 luglio 2014.

 

 

 

30 giugno 2014 -Rassegna cinematografica- La vetta inconquistabile

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Continua la rassegna cinematografica presso la sede CAI di Carate Brianza.

La prossima proiezione riguarda un grande alpinista, scomparso nel 1997.

anatoliSi tratta di Anatoli Boukreev, kazano, noto per la sua forza, resistenza e l'altruismo durante le scalate degli 8000. Di lui si possono leggere grandi successi letterari come "Aria sottile", "Everest 96- Cronaca di un salvataggio impossibile" e postumo "Un posto in cielo - I diari di un eroe inconsapevole".

Scarica qui la scheda personaggio e film. Vi aspettiamo numerosi in sede alle ore 21:00 del 30 giugno 2014.

Link contenente ulteriori informazioni di Boukreev